
Novembre: tre serate all’insegna dei libri (e non solo)
A cura di Tristano ing. Dal Canton
Fragole rosse, limoni gialli, cieli blu e arcobaleni: come facciamo a vedere un mondo a colori? La Luce: sarà questo il tema della prima serata divulgativa dedicata ai libri, in questo caso di fisica. A qualcuno suona come parola difficile e lontana, invece la fisica spiega la vita di tutti i giorni, le interazioni tra corpi e tra molecole, dall’Universo fino alle particelle elementari.
Ad inaugurare “Autunno libri” al di Quero sarà dunque, il 13 novembre, un viaggio nella che illumina le nostre giornate, con (professore, fotografo, escursionista di montagna ed autore di molti libri dedicati alla sentieristica).
Ma non finisce qui: il 20 novembre avremo ospite Ugo Spezia, ingegnere nucleare originario di Colmirano con la passione della storia delle nostre zone: ““ il titolo del libro e della serata, con la quale torneremo indietro nel tempo per rivisitare la storia della Valle del Piave tra Quero e Feltre. Intorno all’anno Mille, infatti, il territorio di Quero apparteneva al vescovo-conte di Treviso e confinava con il territorio controllato dal vescovo-conte di Feltre. A guardia del confine tra le due contee vescovili, dall’una e dall’altra parte, erano presenti due sistemi fortificati: la Chiusa di Quero e la .
La Chiusa di Quero era costituita da due bastie poste a guardia dell’accesso al Canal del Piave, nel punto in cui si poteva controllare più facilmente il transito sulla strada che collegava Treviso a Feltre. La più antica delle due bastie, detta Bastia della Moschetta, dominava la cosiddetta montada di Quero, la seconda, più recente, era collocata sulla sommità del Monte Cornella. La Chiusa di San Vittore, che sorgeva ad Anzù, alle porte di Feltre, era costituita da tre diverse fortificazioni. La prima era una muraglia che comprendeva tre torri e sbarrava il fondovalle dalle pendici del Monte Miesna a quelle del Monte Tomatico. La seconda era costituita dal Castello di San Vittore, mentre la terza era una sorta di ridotta che dominava e proteggeva il Castello di San Vittore da un risalto secondario del Monte Miesna. La storia di questi due sistemi fortificati affonda le radici nell’epoca romana e costituisce, con alcune sorprese, una parte fondamentale della storia del Veneto dal X al XVI secolo.
La terza serata sarà invece dedicata alla geologia e alla letteratura, con il geologo Danilo Giordano che il 27 novembre presenterà, in anteprima, il suo ultimo libro dal titolo “Ma le Dolomiti, cosa sono?”. Dopo aver esposto un breve riassunto della , verranno inquadrati i fattori geologici che maggiormente connotano il territorio dolomitico. Immaginando che cominci una camminata virtuale partendo da Pederobba e salendo lungo la Val del Piave, verranno esaminati alcuni testi del grande scrittore, giornalista, pittore ed alpinista, associandogli la spiegazione del geologo Bruno Castiglioni. Un’anteprima delle e poi sul racconto “geologico” è quella qui riprodotta (in speciale anteprima per i lettori de “Il Tornado”), ovvero una panoramica verso il mare scattata in invernale da Malga Paoda.
Vi aspettiamo al Centro Culturale Bice Lazzari per tre serate assolutamente da non perdere!



